Sara Buncic è la nuova direttrice della nostra organizzazione partner “Danse Transition” nella Svizzera francese. Il Transition-Center SSUDK e Danse Transition offriranno congiuntamente un “Workshop SPEED-DATING” al Forum Tanz il 4 novembre 2022.

Quale dei suoi percorsi professionali l’ha maggiormente plasmata?

Questi percorsi professionali diversi sono stati scelti per far si che io possa continuare le mie attività di danzatrice e giovane coreografa. Senza nemmeno volero, ogni formazione ed ogni contratto di lavoro mi sono serviti ad arricchire le mie conoscenze per poter portare dei progetti coreografici. Perché è così: quando si è ballerini e coreografi e si vuole portare in tournée degli spettacoli bisogna sapere fare il mestiere di amministratore.trice, incaricato.a di diffusione, produzione, risorse umane… e chi più ne ha più ne metta. Direi quindi che la professione che mi ha maggiormente formata, è la danza.

Cosa l’ha spinta ad assumere la carica di Segretario Generale di Danse Transition?

A dire il vero, quando ho visto l’annuncio per questo posto di lavoro ho esitato molto. Mi sembrava troppo amministrativo per i miei gusti. Diversi avvenimenti hanno fatto sì che mi sono incuriosita di sapere esattamente in che cosa consisteva il lavoro e a mia piacevole sorpresa, ho capito che non era solo di amministrazione, che si trattava. Ho capito poi che davanti a me avevo l’opportunità di mettere in pratica tutte le mie esperienze, sostenendo persone confrontate alla medesima problematica alla quale mi sono confrontata io durante la carriera. L’incertezza finanziaria, la stanchezza fisica e mentale, il dover essere sempre pronti ed in forma per salire in scena o vendere il proprio spettacolo, le ferite che non hanno tempo di cicatrizzarsi ed infine la voglia di fare altro, ma si pensa non avere altre competenze. In un momento in cui fisicamente non potevo più muovermi come volevo, ho trovato una nuova maniera di ballare, s’eppure metaforica.

Qual è la sua visione, cosa vuole ottenere in questa posizione?

È sempre stato importante per me far riconoscere il mestiere di ballerino.a e coreografo.a, far conoscere la sua realtà come si può conoscere il mestiere d’ infermiere o operaio. Ballare non è solo una passione quando lo si fa a livello professionale e gli attori principali di questo mestiere devono poter pagare le loro fatture grazie à lui. È importante per un datore di lavoro che riceve la candidatura di un.a ballerino.a in transizione di carriera, sapere che ci sono delle competenze acquisite che vanno all’aldilà della tecnica di movimenti e che queste competenze gli saranno utili poiché avrà di fronte qualcuno che si dedica al suo mestiere con rigore, precisione e che impara infretta.

In poche parole, vorrei sì, fare riconoscere questo mestiere da chi poco ne sa, ma anche essere presente per svelare a questi.e ballerini.e quante altre belle cose da fare e da scoprire ci sono nel mondo mettendo in pratica le comptetenze acquisite durante la loro carriera. Vorrei rompere il tabou che c’è intorno a questa tematica perché in fin dei conti, non c’è niente dimale a voler scoprire qualcosa d’altro e trovare una nuova maniera di essere felici.

L’intervista è stata condotta con Monika Gugganig.

Foto: Alizée Quinche

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